Opinioni&Interessi

19 03 2008

Tutto inizia con la voglia di scrivere un libro. Nel 1992, un signore di nome Moccia Federico scrisse il suo primo romanzo (o pseudo romanzo), intitolato “Tre metri sopra il cielo”. Come titolo è bellissimo, quando ne sentii parlare la prima volta mi venne una voglia assurda di leggerlo. Insomma, di cosa poteva mai parlare un libro intitolato “Tre metri sopra il cielo”?

Iniziai quindi la mia ricerca attraverso Google (quella macchina magica che trova tutto) e Wikipedia (che bene o male rende un servizio interessante). Cosa scopro? Scopro che nel 1992 Moccia scrive un romanzo che tutte le case editrici si rifiutano di pubblicare. Penso “magari è un testo scomodo, forse sono argomenti scottanti?”. Non lo so, so solo che il signor Moccia decide di pubblicare a proprie spese poche copie del suo romanzo. Risultato: tutte esaurite. Bella forza, ne avrà stampate una carriola!

Accade un fatto inatteso però: il libro inizia a circolare nei licei romani sotto forma di fotocopie. Ecco che quindi la casa editrice Feltrinelli decide di pubblicare finalmente questo romanzo, nel 2004, facendolo diventare addirittura un caso editoriale. Nello stesso 2004, un regista (tal Luca Lucini) legge il romanzo e sogna vagonate di euro-bigliettoni viola, quindi pensa a una trasposizione cinematografica del libro.

Ed è ora che iniziano le seccature. Nel 2006 (due anni dopo) esce il seguito di “Tre metri sopra il cielo” (adattiamoci a scriverlo 3MSC, anche se sembra la sigla di una stazione spaziale) intitolato “Ho voglia di te”, che potrebbe essere abbreviato in HVDT (un nuovo standard di trasmissione digitale delle frequenze televisive?). Quasi in contemporanea all’uscita del romanzo esce l’omonimo film.

Non contento, Mr. Moccia (avesse avuto almeno la cortesia di mettersi uno pseudonimo) scrive, sempre nel 2007, “Scusa ma ti chiamo amore”, il sequel di “Ho voglia di te”. Puntuale come la bolletta del telefono arriva anche il film al cinema.

Ma la fame di fama e di denaro non si placa, e sempre nel 2007 (evidentemente un anno disastroso) pubblica il finora (e speriamo) ultimo libro della saga “Cercasi Niki disperatamente”.

Ora mi pongo un quesito: se tu, Moccia, hai così tanta passione per la scrittura, perchè non ti tieni le tue schifezze amorose e sdolcinate nel cassetto del rasoio in bagno? La letteratura italiana ha bisogno di nuovi scrittori, ma non di scrittorucoli che non conoscono i tempi dei verbi, e che quindi, per evitare figuracce con la casa editrice e con i lettori, scrivono tutto quanto al presente! I giovani italiani hanno bisogno di letterature serie e impegnate, devono imparare a parlare e a scrivere, devono imparare che il verbo avere è ben diverso dal verbo essere, e che in una frase non si può effettuare una scelta a caso per piazzarceli dentro!

Se la tua vita sentimentale va a catafascio, e il lavoro peggio (non riuscirai mai a emulare tuo padre come regista) piantala di scrivere e dedicati all’enologia, o alla classificazione delle varie specie di moscerini della frutta, fai qualsiasi cosa pur di stare distante dalla letteratura!


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