La serata è iniziata in un modo abbastanza inconsueto per i miei standard areniani degli ultimi anni, dal momento che per il primo anno dispongo di patente e automobile per spostarmi. E non avendo fatto correttamente i calcoli temporali, mi sono ritrovato a filare come una scheggia con la mia sfigatissima 600 in circonvallazione pur di riuscire a timbrare il badge in tempo. Non ho nemmeno fatto fatica a trovare parcheggio, il buon vecchio “Agenzia delle entrate parking” ha sempre qualche buon posto per me. Dopo aver fatto una corsa disumana per timbrare in tempo (quando poi ho timbrato ho scoperto di aver avuto altri 10 minuti di tempo, quindi potevo risparmiarmi la corsa) sono andato dai miei cari vecchi colleghi a chiacchierare e a sentire come se la sono passata con l’università negli ultimi mesi. Diciamo che l’aver ritrovato buona parte dei miei vecchi colleghi mi ha reso molto molto felice. E sono felice anche delle new entries di quest’anno (anche se temo che nessuno dei 4 nuovi sia neanche lontanamente gay). Decisamente meno felice invece per quanto riguarda le nuove notizie che giungono dall’alto. Sono stati effettuati tagli nel personale di gradinata ma non nel personale di platea, quando dovrebbe essere decisamente il contrario, visto che in platea si grattano la pancia tutta la sera. Buono a sapersi, verrà da domandarsi come riusciremo a gestire il tutto esaurito di venerdì prossimo. Ma al momento non mi pongo il problema, e non me lo porrò nemmeno venerdì, dal momento che a questo punto sono tutti cacchi della Fondazione se il personale di gradinata non riesce a gestire migliaia di bisonti tedeschi ogni sera all’apertura dei cancelli.
Dopo un breve “bentornati ai vecchi e benvenuti ai nuovi” del vicedirettore del personale di sala (con l’annuncio che lo spettacolo avrà una durata totale di 123 minuti, con un intervallo di 20 minuti dopo 54 minuti di spettacolo), e un breve riassunto di quello che dovremo fare durante la serata, facciamo prima un briefing veloce, presentandoci ai nuovi arrivati e spiegando loro il funzionamento della macchina “Arena”, poi andiamo alle nostre postazioni e attendiamo l’apertura dei cancelli. Dopo circa un quarto d’ora di attesa, vengono aperti i cancelli alle 19.30 ed inizia ad entrare la gente (tutti rigorosamente veronesi, dal momento che i biglietti sono stati offerti gratuitamente dalla Banca Popolare di Verona ai propri clienti), e visto il tempo decisamente schifoso tiriamo un sospiro di sollievo vedendo che in molti hanno deciso di restare a casa a guardarsi le partite di calcio, infatti la gradinata è piena solo per un terzo.
Alle 21.15 si abbassano lentamente le luci, entra l’orchestra, esegue uno straordinario quanto banalissimo Inno di Mameli, e al termine entra il conduttore della serata, tal Carlo Conti, presentatore televisivo semifallito, abbronzato fino all’inverosimile.
Programma della serata: un coro, un coro, un balletto, intervallo, Antonella Ruggiero, un coro, un coro, e un altro coro. Se non fosse per la Ruggiero, da cliente invitato, non mi sarei mosso di casa.
Dopo l’intervallo, viene annunciata una sorpresa musicale. Un duo veronese che ha vinto la sezione giovani di Sanremo. In quel preciso istante sento rotolare a terra entrambi i miei testicoli.
Entrano i Sonohra (Sonorrra per gli amici) sul palco, e dopo un paio di veloci domande del presentatore, con risposte banali quanto comiche dei due pseudo artisti, iniziano la loro performance canora. All’attacco delle chitarre, gambe in spalla e scendo giù al cancello a farmi dare il cambio, e mando su a godersi lo “spettacolo” il nuovo arrivato. Cambio repentino di ruoli 5 minuti dopo, quando sale sul palco Antonella Ruggiero, quindi torno su di volata e me la godo tutta quanta. Stranamente, la fanno cantare per quasi mezz’ora. Quando finisce guardo l’orologio e sono le 22.50 circa, devono fare altri 3 cori, e lo spettacolo dovrebbe finire intorno alle 23.15 circa. Fatto sta che il tutto si conclude (con un taglio vistoso nel programma) alle 23.45.
Al termine della serata, quando il pubblico è uscito e dopo aver timbrato il badge, mi ritrovo fuori con la Marghe, la Michela e Luca per andare alla nostra amata piadineria a mangiare qualcosa. Con la peggiore notizia si conclude la serata: la piadineria non effettua più lo sconto ai dipendenti della Fondazione Arena. Quindi abbiamo deciso di boicottare il libero mercato delle piadine, spargendo la voce fra tutti gli areniani che la piadineria non ci fa più lo sconto. Ed è una bella botta per il gestore, visto che l’80% della clientela serale è fatta esclusivamente di areniani. Quando un bel giorno scoprirà che alla sera la sua piadineria è deserta…saranno cazzacci suoi!
Salutiamo Luca, e con la Marghe e la Miki mi dirigo verso la macchina. Porto a casa prima la Marghe (sbagliando strada) e poi la Miki. Una volta arrivato a casa mi attacco al computer e scrivo un bel post.
Prossima puntata: venerdì 20 giugno 2008, con “Aida”












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